BRIVIDI NEL CANNETO

di M. Fanfani BASS FISHING
Anno 1 - n°1 - Aprile/Maggio 2011

Per effettuare qualche cattura anche a metà gennaio bisogna conoscere bene il luogo di pesca per poter calare la nostra esca direttamente davanti al naso del bass.

Quando Jacopo mi ha telefonato per propormi un'uscita di pesca a gennaio sono rimasto sinceramente interdetto. Anche se come tanti appassionati di bass fishing non vedevo l'ora di ricominciare ad insidiare l'agognato black, ho sempre considerato gennaio un mese troppo freddo per poter effettuare qualche cattura seppur con le debite accortezze di stagione.
Ma Jacopo non è tipo che può permettersi di stare senza pescare per troppo tempo, ha una passione ed una forza di volontà notevoli che gli consentono di uscire a caccia di bass in ogni stagione anche nelle peggiori condizioni metereologiche.

Jacopo Gallelli è un ancor giovane e promettente agonista di bass fishing e vanta un Palmares di tutto rispetto. Attualmente in forza al Club Basstrike di Arezzo, gareggia per Akua Pro Team. Sarà anche protagonista della serie di DVD denominata "È sempre gara!" in programma per il 2011 prodotta dallo stesso editore di questa rivista.
Per Jacopo questo slogan rappresenta una vera e propria filosofia di approccio al bass fishing che lo ha portato a raccogliere numerosi successi. Su questo stessa rivista Jacopo ha anche a disposizione una rubrica speciale dove racconterà in prima persona la sua particolare visione della pesca al black bass.

Alla fine, con poche parole mi aveva convinto contando anche sul fatto che già dalla settimana precedente era riuscito a catturare qualche bel bass.
Per le sue caratteristiche il lago di Massaciuccoli era la meta designata; situato vicino al mare, con acqua bassa e sempre un po' torba ed un fondale generalmente melmoso, consente al black bass di rimanere in attività praticamente tutto l'anno. Le sue sponde sono quasi tutte circondate da un folto canneto, alternato ogni tanto da baracche per la pesca con la bilancia, sia ancora in attività, sia abbandonate e fatiscenti.
Questa caratteristica aria decadente rende l'ambiente comunque affascinante e riporta alla memoria la passione che il maestro Puccini aveva per il lago, tanto da costruirsi una villa (Torre del lago - Puccini) per poter comporre le arie delle sue opere, ad un passo dall'acqua.
Qualche anno fa ho assistito alla rappresentazione notturna di una sua opera (la Boheme, mi pare) nell'anfiteatro costruito proprio sulle sponde del lago. Ma da buon bassman, mi sono spesso distratto pensando più agli abitanti alle acque del lago, che ad ascoltare la struggente musica del maestro. Dopo questa divagazione operistica, salto volentieri altri preliminari e passo direttamente alla descrizione della giornata di pesca. Con il cielo coperto, ma senza minaccia di pioggia, l'invernale mattina prescelta presentava condizioni favorevoli: assenza di vento e temperatura esterna intorno ai 10°. Jacopo per l'occasione si presentava con un nuovo barchino completamente gavonato (jon boat) di medie dimensioni, mosso da motore elettrico di prua a pedale e da motore ausiliario di poppa. Nel lago di Massaciucccoli, infatti, non è consentito l'uso dei motori a scoppio e due motori elettrici sono praticamente indispensabili per muoversi agilmente nel dedalo di canali che questo ambiente presenta.

Il programma prevedeva l'alaggio in località La Piaggetta per poi proseguire attraverso il canale Burlamacca, passando per la zona denominata Ferro di Cavallo, fino ad arrivare al canale Pantanetto. Alla partenza la temperatura dell'acqua era 7°,5 effettivamente bassa perché il nostro amico pesce potesse sfoggiare un brillante desiderio di alimentarsi, ma neanche così fredda per bloccarne completamente l'attività. Per le caratteristiche del luogo sopra descritte è la tecnica del Flipping quella che più si adatta nella ricerca di una mangiata interessante. La canna principale (ovviamente da casting) utilizzata da Jacopo è una Vigre Vetro di Graphiteleader da 7"abbinata al mulinello da casting Daiwa Zillion caricato con filo da 20lb fluorocarbon della Toray. La montatura del tipo texas è composta da un piombo a proiet-tile da 3/8oz fermato con uno stopper sull'asse e si conclude un amo 1/0 diritto.
Dopo un quarto d'ora circa di navigazione lungo il canale Burlamacca, arrivati all'altezza del canal Cava, Jacopo smorzava la spinta dei motori elettrici e cominciava a flippare verso la sponda. Credo che il suo approccio al canneto sia frutto di diversi anni di pratica ed è essenzialmente il più corretto.

Barca leggermente inclinata rispetto alla parallela della sponda, pochi colpi di motore elettrico e sempre di breve durata, massimo silenzio nell'eventualità di doversi muovere sulla barca per cambiare attrezzatura o esca.

Nel flippare ripetutamente nel canneto, sempre presente sulla sponda, Jacopo cercava ogni volta un punto di riferimento, un pertugio tra le canne, una piccola ansa, un rametto semisommerso. Anche se l'azione del flipping può apparire a prima vista piuttosto facile, in realtà, per essere effettuata con reale efficacia, necessita di alcune accortezze importanti.
Il movimento a pendolo deve essere portato in azione avendo calcolato prima quanto filo necessiti per far calare la nostra esca nel punto desiderato. Bisogna quindi aver estratto con la mano sinistra la giusta quantità di lenza che poi viene accompagnata dal movimento oscillante sul punto esatto di calata. Quando l'esca tocca (delicatamente) la superficie dell'acqua si abbassa la canna consentendo alla montatura di scivolare verso il fondo e si libera il filo trattenuto con la sinistra. Se però dovesse risultare un po'corto, sempre con la mano sinistra se ne può estrarre ancora fino ad avere la certezza di aver raggiunto il fondo. Quando si reputa di essere in pesca si blocca il filo con un giro di manovella.

Devo dire che ho passato parecchio tempo ad osservare Jacopo mentre effettuava tutta l'operazione con una certa destrezza. E soprattutto la fase di appoggio, con conseguente estrazione del filo dal mulinello, che mi è sembrata veramente efficace. Naturalmente l'azione del flipping non si limita alla calata, ma prosegue con una serie di piccoli movimenti di richiamo da imprimere all'esca con la punta della canna. Uno dei segreti per poter registrare qualche mangiata nella stagione fredda è quello di non allontanare troppo l'esca dal punto di caduta.

Quindi è necessario disporre di un attrezzo sufficientemente lungo (anche oltre i 7") che ci permetta di mantenere quasi in perpendicolare la nostra lenza. Con acqua a 7°-9° anche un bass ben intenzionato ad alimentarsi non ha la capacità di scattare sull'esca con l'energia tipica delle condizioni di acqua più calda. Ma se l'inganno rimane a portata di bocca per un tempo sufficientemente lungo, non avrà remore ad attaccarla. Con queste certezze acquisite flippando chilometri di canneto sondato centimetro dopo centimetro Jacopo cominciava a mietere le prime vittime della giornata. Complice l'acqua che aveva raggiunto gli 8° e mezzo, estraeva letteralmente dal canneto diversi bass di pezzatura assolutamente rispettabile.
Soprattutto nella zona detta del Ferro di cavallo, un tratto di canale che compie un semicerchio, tra il canal Cava e il canale Pantaneto, Jacopo ferrava ripetutamente su mangiate abbastanza subdole, ma comunque percepibili.

Alla fine della giornata le catture di Jacopo erano ben 9, tutte effettuate innescando il Fat claw di Ecogear, una creatura che riproduce vagamente un gambero. La struttura compatta di questa esca permetteva a Jacopo di penetrare sempre felicemente tra i canneti più interessanti, e i risultati conseguiti ne testimoniano l'ottima qualità costruttiva.